Focaccia al rosmarino di Anna

Che latitanza infinita.. sono quasi 2 mesi che non scrivo una ricetta! Inutile dire che, complici le festività natalizie, pranzi con genitori e parenti, merende golose e sperimentazioni varie, il tempo che ho passato dietro i fornelli e con le mani in pasta non si misura in ore, ma in giorni! Sarà anche per questo che le occasioni per trasferire le mani dalla ciotola alla tastiera sono state davvero poche.. Comunque, bando alle scuse e alle ciance! Oggi ritorno su questo blog super carica ed entusiasta della ricetta che ho preparato stamattina: focaccia di farro al rosmarino! Non mi sono rincretinita (giuro!) e so benissimo che questo titolo non rende giustizia al sofficissimo impasto che si sta dorando nel forno, proprio ora, mentre scrivo. Avete presente quando una nonna, una zia, la mamma o un amico, nel raccontarvi una ricetta, ad un certo punto dice: “Beh, e poi ovviamente ci va il mio ingrediente segreto..” e voi lì, impalati, a chiedervi: “Embè!? Me lo confessi o no sto ingrediente segreto!?”? Benissimo, sappiate che in questa focaccia un’ingrediente segreto c’è ed è un super ingrediente! E poiché siamo tutti molto social e ci piace tanto fare sharing di qualunque cosa (a me non troppo, ma sorvoliamo..), io l’ingrediente segreto ve lo confesso subito, senza manco pensarci un secondo: è l’acqua! Ed è un’acqua che arriva da lontano e che racchiude dentro di sé una storia bellissima!

Vi ricordate che circa 2 mesi fa sono stata in Umbria, ospite della meravigliosa fattoria La Buona Terra? Bene. Lì, oltre ad essermi innamorata della lavorazione dell’olio extra vergine d’oliva, ho avuto un altro colpo di fulmine: in una stanza, sul retro della fattoria c’è un piccolo laboratorio, ordinatissimo, lindo in ogni angolo, pieno di scaffali e mensole su cui troneggiano bottiglie, vasetti, ampolline e boccette di varie dimensioni. Al centro della stanza si trova un grande tavolo e sul fondo c’è lui, il vero protagonista del laboratorio: un piccolo e bellissimo impianto di distillazione artigianale, perfezionato negli anni da colei che io ho conosciuto come Zia Anna o Nonna Anna, a seconda dei nipoti, piccoli e grandi, che le giravano sempre attorno. Ed è stata Anna, con estrema generosità e gentilezza, ad introdurmi in questo ambiente, a spiegarmi come, partendo dalle erbe aromatiche accuratamente selezionate e raccolte nei campi, si possa dare vita ad un affascinante processo di distillazione da cui nasce, a piccolissime gocce, il preziosissimo olio essenziale. Ma mentre l’olio essenziale che si ricava da ogni processo è poco, a volte pochissimo, quello che si ottiene in grandi quantità è un altro prodotto, che per me è stata un’assoluta rivelazione: l’acqua aromatica. È un’acqua dal profumo intensissimo, che quasi stordisce, che contiene qualche microscopica gocciolina di olio essenziale, che Anna raccoglie di volta in volta e conserva scrupolosamente nel suo piccolo regno. Gli usi a cui quest’acqua può essere destinata sono molteplici ed Anna possiede una cultura sterminata sul tema. Io, invece, che cadevo completamente dalle nuvole e scoprivo tutto per la prima volta, ho subito individuato l’uso che volevo fare di quell’acqua: volevo inserirla nelle mie ricette, volevo farla diventare l’ingrediente segreto di tante nuove preparazioni, dolci e salate. Un’impiego che Anna non aveva mai considerato e che l’ha subito intrigata. Ed è così che, poco prima di salutarci, mi ha condotta nuovamente nel suo laboratorio, questa volta per scegliere insieme quali acque aromatiche potessero fare al caso mio. La sua generosità è stata infinita e il bottino che mi sono portata a casa (e che custodisco con gelosia estrema) mi ha permesso oggi di provare questa nuovissima ricetta.

Aprire stamattina la bottiglia con l’acqua aromatica di rosmarino misto mi ha trasportata proprio lì, a Passignano, tra le colline, gli ulivi e la pace incontaminata, nel laboratorio di Anna, nei suoi profumi, in un posto dove per 2 giorni ho vissuto di serenità e gioia assolute.

Questa ricetta, nella sua versione 1.0, la dedico a te, carissima Anna!

Ingredienti:

300 g di farina di farro bio
200 g di farina 0 (Manitoba) bio
270 ml di acqua a temperatura ambiente
30 ml di acqua aromatica di rosmarino misto
2 cucchiaini di zucchero
6 g di lievito di birra disidratato
9 g di sale
2 cucchiai di olio evo (+ 1 cucchiaio di acqua)

Preparazione:

In un’ampia ciotola, unire le farine, lo zucchero, il lievito e miscelare bene. Aggiungere il sale e, poco per volta, l’acqua (sia quella normale che quella aromatica). Impastare energicamente per 5/6 minuti, fino ad ottenere un panetto perfettamente liscio ed elastico. Riporre l’impasto in una boule, coprire con la pellicola e mettere in frigo per almeno 6/8 ore.

Togliere l’impasto dal frigo e lasciarlo riposare a temperatura ambiente per mezzora circa. A questo punto, trasferirlo sulla spianatoia leggermente infarinata, impastarlo rapidamente per eliminare i gas di lievitazione e stenderlo nella teglia che preferite. Coprire con un canovaccio di cotone o di lino e trasferire nel forno spento ma con la luce accesa per altre 2 ore.

Togliere la teglia dal forno e accendere a 190/200°. Spennellare la superficie della focaccia con un’emulsione di olio e acqua, infornare e cuocere per circa 20 minuti, o finché la superficie non sarà bella dorata e croccante.

focaccia rosmarino

Alla prossima cena tra amici, il nuovo gioco proposto dalla padrona di casa si chiamerà “Indovina l’ingrediente segreto della mia focaccia”! 🙂 Cheers!

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