Dolcetti ebraici e… fiori, bouquet e fedi nuziali!

Da sempre, non amo i fiori recisi. Adoro camminare in montagna tra i sentieri fioriti, amo qualsiasi genere di pianta, di ogni forma, colore e sfumatura. Ma i fiori recisi mi hanno sempre fatto tristezza. Delle creature così belle, così eteree e perfette, destinate ad appassire nel giro di poche ore. E tanto per essere coerenti con noi stessi, anche al nostro matrimonio la scelta è ricaduta su qualcosa di diverso dalle classiche composizioni destinate al compost una volta che tutti gli invitati avranno abbandonato il luogo del ricevimento. Per decorare la sala di Villa de Mersi a Trento e alcuni tavoli del ristorante Prime Rose di Levico, abbiamo optato per delle orchidee bianche, bellissime, eleganti e sensuali al tempo stesso, presentate con dell’edera fresca, da regalare alle mamme e alle nonne una volta terminata la cerimonia. Solo il bouquet fa eccezione a questa scarsa simpatia per i fiori mozzati. E ironizzando su questo non-amore, qualcuno mi ha persino detto “beh, mica potrai andare a sposarti con un vaso in mano!”. E in effetti, un piccolo mazzolino di fiori freschi non poteva che completare il mio corredo da sposa. Un po’ a malincuore, ma un pizzico di tradizione (poca e attentamente distribuita) non poteva di certo far male! Il bouquet ho voluto che fosse la mia mamma a consegnarmelo, come se fosse un dono, un passaggio, dalla madre alla figlia, entrambe donne, mogli, ora ancora più complici e vicine nel profondo.
Anche sulle fedi siamo andati a colpo sicuro. Semplici, lineari, classiche. In oro giallo, con i nostri nomi e la data del matrimonio incisi all’interno. Ma anche per il simbolo della nostra unione abbiamo cercato di esaltare il valore e la bellezza dell’artigianalità, rivolgendoci ad una piccola bottega orafa di Mantova (ALEMARGIOIELLI), dove Alessandro ha pazientemente creato i nostri anelli, dopo averci accolti e coccolati come solo un vero professionista sa fare! Ma dove appoggiare queste bellissime fedi fino al momento del fatidico scambio? Il classico supporto (se così possiamo chiamarlo) è un cuscinetto, generalmente realizzato con la medesima stoffa dell’abito della sposa. Cuscinetto che, a mio avviso, sarebbe necessariamente finito in uno scatolone, abbandonato in un angolo remoto di qualche armadio. Mogli che state leggendo questo post, dico forse qualcosa di sbagliato? E così, altro guizzo creativo, possibile da realizzare solo con l’aiuto e la gentilezza di una cara amica, Veronica, artigiana e creativa, specializzata nella realizzazione di oggetti e gioielli in porcellana (visitate la sua pagina facebook, VEROlab&shop). Con lei, abbiamo pensato ad un piattino, bianco, lucido, decorato con foglioline e con le nostre iniziali, a cui gli anelli sono stati fissati con un nastrino di raso. Quel piattino, da oggi e per gli anni che verranno, starà sopra al mio comodino e accoglierà le collane, gli anelli e i piccoli monili che tutte le sere mi tolgo prima di infilarmi sotto le coperte. E sarà lì, a ricordarmi che per qualche minuto lui è stato lo scrigno di questo simbolo d’amore, che ho adorato dal primo momento in cui me lo sono visto al dito.

Ma veniamo alle cose serie.. 🙂 Come vi consigliamo di utilizzare le mandorle contenute nel vostro vasetto? Per voi, ho trovato (e sperimentato!) la ricetta di questi dolcetti ebraici, facilissimi e veloci da preparare, ma incredibilmente profumati e gustosi: l’inconfondibile sapore delle mandorle si sposa a meraviglia con quello intenso della cannella, mentre la loro consistenza rimane morbida e leggermente umida.. una vera delizia!

Ingredienti (per circa 12 dolcetti):

100 g di mandorle spellate
55 g di zucchero semolato
1 albume a temperatura ambiente
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di zucchero a velo

Preparazione:

Per prima cosa, trasferire le mandorle in un mixer, ridurle a farina e tenere da parte. In una ciotola, montare l’albume a neve ben ferma con l’aiuto di un frullino elettrico. Aggiungere la farina di mandorle appena preparata, lo zucchero, la cannella e mescolare con una spatola fino ad ottenere un composto piuttosto corposo. Bagnare le mani sotto l’acqua corrente, prelevare piccole quantità di impasto e formare una dozzina di palline. Disporle su una teglia rivestita di carta forno e cuocere in forno pre-riscaldato a 160° per 18-20 minuti (quando la superficie dei dolcetti inizierà a creparsi, sarà il momento di sfornare!). Lasciar raffreddare e spolverizzare con lo zucchero a velo prima di servire.

dolcetti ebraici_1

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