White-muffins con lamponi e… il vestito della sposa!

Abbastanza fiduciosa del fatto che poco vi interessi del completo dello sposo (che, per inciso, io adoro!), vado dritta al sodo, all’argomento scottante, al tema su cui spesso si riversano le maggiori aspettative nella preparazione di un matrimonio: il vestito della sposa! L’aggettivo che più si accompagna ad ogni abito da sposa è “semplice”. E anche il mio è un vestito semplice, ma sopra ogni altra cosa il mio vestito è MIO! E lo è perché di quel vestito ho fatto tutto: dallo schizzo del figurino, ad ogni singolo punto di macchina da cucire o di orlo a mano! Ma partiamo dal principio. Nel maggio/giugno del 2015 ho frequentato un corso di cucito base presso la Scuola di Moda Gadotti di Trento. Nel corso abbiamo imparato a fare diversi tipi di punti a mano, a cucire le cerniere, a fare gli orli. E ho presto scoperto che il cucito mi piaceva parecchio, ma soprattutto mi piaceva l’idea di poter confezionare dei capi unici e solo miei. Così ho seguito altri corsi, dal busto femminile alla gonna, dalla maglina al busto avanzato. E nei primi mesi del 2016, con alle spalle la sola esperienza di un vestitino invernale e di una giacchina stile Chanel, mi sono cimentata nel progetto più bello ed emozionante: la creazione del mio abito da sposa! Non ho mai avuto un momento di esitazione: l’idea di girare per atelier, alla ricerca del vestito che mi facesse sentire una principessa, non mi attirava minimamente. Anche perché mi sarei sentita una principessa solo con un vestito, quello confezionato dalle mie mani! E fregandomene altamente della tradizione che vuole tenere lo sposo all’oscuro di qualunque cosa riguardi il corredo della sua futura sposa, sono andata con Davide in un grande negozio di stoffe nel mantovano e lì abbiamo scelto assieme il cady di seta e il pizzo che avrebbero dato vita al mio abito. Ricordo l’emozione di quando abbiamo scelto le stoffe, di quando mi sono tolta il maglioncino in mezzo al negozio, rimanendo in canottiera, per appoggiare il pizzo sulla pelle della schiena e vedere l’effetto che faceva. E l’ho subito sentito mio! Da lì, è iniziata la sequenza della tela di prova, realizzata con un cotone dal colore improbabile, della confezione della fodera, del taglio temuto e un po’ sofferto della stoffa, per arrivare all’angosciata e super sofferta cucitura della cerniera invisibile, per poi passare all’orlo a mano di tutto il vestito, fino alla confezione del corpetto di pizzo, che ha richiesto passaggi delicati e grande attenzione. E ad ognuno di questi passaggi, il cuore mi si inondava di amore ed emozione, perché vedevo crescere il mio progetto, il sogno che in poche ragazze riusciamo o vogliamo realizzare. E così, il mio vestito ha preso vita e più lo guardavo e più pensavo che non poteva essere diverso da com’è! Corto e non troppo voluminoso, lineare ma raffinato, leggero e romantico. Ho amato il mio vestito e lo amo tutt’ora. È cresciuto con me, ha visto la partecipazione emotiva di Dade ed è sopravvissuto alle critiche e ai consigli anti-matrimoniali di numerose donnine dedite al cucito! Ma una delle cose che più mi ha fatto piacere (e che più mi ha sorpresa) riguardo al progetto del vestito da sposa è stato l’incredibile interessamento circa il suo stato di avanzamento e la sua realizzazione finale da parte dell’universo maschile! Io e Davide abbiamo sempre pensato che la questione vestito fosse prevalentemente femminile. Negli ultimi 2/3 anni abbiamo partecipato a una dozzina di matrimoni e mai abbiamo sentito esprimere un qualche interessamento circa l’abito della sposa da parte degli invitati maschi. Invece, molti nostri amici e conoscenti mi hanno chiesto di poter vedere l’abito in anteprima, curiosi e un po’ increduli che fosse possibile per una giovane ragazza realizzare l’abito del giorno più importante della sua vita. Quindi, grazie maschietti e grazie Papà, che non appena hai visto i primi pezzi di stoffa cuciti assieme, mi hai rincuorata, dicendo che quello era proprio il vestito che immaginavi perfetto per una giovane sposa come me!

Per il mio post preferito, ecco la mia ricetta preferita! Due sapori dolci e profumati come quelli del cioccolato bianco e della vaniglia non potevano che andare a nozze con i sapori aciduli e freschi dei lamponi e del limone. Un abbinamento splendido per dei muffins davvero goduriosi, da gustare a qualsiasi ora del giorno! Enjoy! 🙂

INGREDIENTI (PER 8 MUFFINS):

130 g di farina 0
65 g di zucchero semolato
80 ml di latte
70 g di yogurt bianco intero
70 g di cioccolato bianco
100 g di lamponi freschi
1 uovo bio
la scorza di mezzo limone bio
la punta di un cucchiaino di semini di vaniglia
1/2 bustina di lievito per dolci (circa 8 g)

PREPARAZIONE:

In una ciotola, sbattere l’uovo con lo zucchero. Aggiungere lo yogurt, il latte, la scorzetta del limone e mescolare ancora. A parte, miscelare le polveri (farina, lievito e vaniglia) e aggiungerle in 2/3 tempi al composto liquido. In ultima, unire il cioccolato bianco tritato grossolanamente. Trasferire un paio di cucchiai di impasto nei pirottini da muffins, disporre 3 lamponi su ciascuno e coprire con un altro cucchiaio di impasto (i pirottini dovranno essere pieni per circa 2/3). Cuocere in forno pre-riscaldato a 170° per 20/25 minuti.

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