Il mio muesli: versione 3.0

Io amo il muesli! In generale, amo tutto ciò che è piccolo e scrocchiarello (ho un’anima da roditore a quanto pare!). Ricordo che i primi anni in cui stavo con Dade, andavamo pazzi (letteralmente pazzi) per il muesli ViviVerde Coop con uvetta, scaglie di cocco, banane disidratate e non ricordo cos’altro. Però era una passione pericolosa, perché i 375 g contenuti nella confezione rischiavano di durare solo poche ore, nei pomeriggi di studio o nelle serate sul divano davanti a un buon film. Così, consapevole del fatto che quel dannato (e al tempo stesso amato) muesli mi faceva perdere il controllo sul mio personale senso di sazietà, ho deciso di non comprarlo più: una decisione drastica a ripensarci, ma tant’è! Per anni nessuna confezione di muesli ha più varcato le antine della nostra dispensa, finché qualche mese fa, sotto la spinta di un democratico e spontaneo istinto di trasgressione, ho acquistato una confezione proprio del muesli ViviVerde Coop, questa volta senza olio di palma (non sia mai!). Beh, dilusione di diludendo, non era più, nemmeno lontanamente, buono come quello di 4/5 anni prima! E mi spiace dirlo, perché la versione attuale è sicuramente più sana rispetto alla precedente, ma sta di fatto che non ci è piaciuto proprio per niente e così, non essendo soddisfatta delle versioni commerciali e al tempo stesso sane, è scattata la decisione di produrre in casa anche il muesli! Continua a leggere

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Dolcetti ebraici e… fiori, bouquet e fedi nuziali!

Da sempre, non amo i fiori recisi. Adoro camminare in montagna tra i sentieri fioriti, amo qualsiasi genere di pianta, di ogni forma, colore e sfumatura. Ma i fiori recisi mi hanno sempre fatto tristezza. Delle creature così belle, così eteree e perfette, destinate ad appassire nel giro di poche ore. E tanto per essere coerenti con noi stessi, anche al nostro matrimonio la scelta è ricaduta su qualcosa di diverso dalle classiche composizioni destinate al compost una volta che tutti gli invitati avranno abbandonato il luogo del ricevimento. Per decorare la sala di Villa de Mersi a Trento e alcuni tavoli del ristorante Prime Rose di Levico, abbiamo optato per delle orchidee bianche, bellissime, eleganti e sensuali al tempo stesso, presentate con dell’edera fresca, da regalare alle mamme e alle nonne una volta terminata la cerimonia. Solo il bouquet fa eccezione a questa scarsa simpatia per i fiori mozzati. E ironizzando su questo non-amore, qualcuno mi ha persino detto “beh, mica potrai andare a sposarti con un vaso in mano!”. Continua a leggere

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Biscotti, frollini e cookies per un’occasione speciale..

Siamo quasi pronti! Domani mattina all’alba, io e due colleghi freelance partiamo per una trasferta di 4 giorni nelle bellissime terre toscane e umbre. Obiettivo: conoscere alcune realtà molto interessanti e molto attive nel settore foodie, con cui gettare le basi per future collaborazioni all’interno di progetti a tema cibo e simili che vogliamo realizzare nei prossimi mesi. L’entusiasmo è alle stelle, la voglia di scoprire pure, ma si sa: non ci si presenta a casa d’altri a mani vuote, e alla sottoscritta è stato affidato il graditissimo compito di preparare qualche regalino culinario per deliziare i nostri amici umbro-toscani. Scartata l’ipotesi di preparare un chilo e mezzo di cantucci, ho dovuto scegliere un valido assortimento di dolcetti che potesse soddisfare tutti i gusti e regalare un piacevole ricordo ai fortunati destinatari. E allora, ho optato per i recentemente scoperti frollini con lavanda e cioccolato, per dei biscottini con limone e farina di polenta (i preferiti di Dade e di un caro amico che ne ha divorati una decina in 2’17”, mentre la sottoscritta si era inavvertitamente assopita.. vero Teo!?), dei cioccolatosissimi cookies profumati allo zenzero (si sa, il cioccolato mette tutti d’accordo.. e pure lo zenzero, direi..), e dei friabilissimi frollini con farina di mandorle, cannella e un ingrediente speciale, che arriva dritto dritto da uno dei nostri foodie-partner trentini: la confettura di ciliegie bio del Mas del Gnac (di Gruppo78). Per completare il tutto, qualche pan di zucca per ricompensare noi tre moschettieri del giuramento di resistere alla tentazione di spacchettare tutti sti sacchettini e saccheggiarne il contenuto!

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Muffin black&white per tirarsi su..

Avete presente la citazione che introduce la Gallery di questo blog? Beh, se ve la siete persa, fateci un salto.. Spessissimo per me, mettermi dietro i fornelli o, come dice qualcuno, mettere le mani in pasta, non è solo un modo per esprimere creatività e per fare una coccola alle pance altrui (oltre che alla mia, ovviamente..). Cucinare finisce spesso per essere anche qualcosa di terapeutico, un modo per ritagliarsi uno spazio di piccole certezze, fatte di saperi acquisiti nel tempo, di gesti familiari e naturali. Ecco, quindi, che dopo una giornata decisamente inquieta, la cosa più bella è stata abbandonare il confortevole abbraccio del mio povero divano, infilarsi il grembiule, e improvvisare una ricettina semplice semplice, ma che ha centrato appieno l’obiettivo di farmi staccare e di regalarmi un momento di calma e consapevole sicurezza. E poi, cosa funziona meglio del cioccolato per addolcire ed allietare gli animi sconfortati? Detto questo, prometto che il prossimo post avrà per protagonista una preparazione salata, che qui, a suon di dolci, rischiamo di compromettere i nostri sempre impeccabili valori glicemici! 😉

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Torta di carote speciale

L’ispirazione per questa torta deliziosa viene da uno dei siti che nelle ultime settimane frequento quasi quotidianamente e che mi sta regalando un sacco di spunti e consigli su come arricchire la mia personale libreria di libri di cucina: Romeo&Julienne. Questa torta, chiamata Torta di Carote del Bianconiglio, è stata realizzata dalle ragazze che gestiscono questo sito in occasione delle cene-letterarie che organizzano in varie città (Milano, Reggio Emilia, Bologna). Spero molto che prima o poi capitino anche qui a Trento, in modo da poter assaggiare in prima persona la versione originale di questa torta! 🙂 Continua a leggere

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