White-muffins con lamponi e… il vestito della sposa!

Abbastanza fiduciosa del fatto che poco vi interessi del completo dello sposo (che, per inciso, io adoro!), vado dritta al sodo, all’argomento scottante, al tema su cui spesso si riversano le maggiori aspettative nella preparazione di un matrimonio: il vestito della sposa! L’aggettivo che più si accompagna ad ogni abito da sposa è “semplice”. E anche il mio è un vestito semplice, ma sopra ogni altra cosa il mio vestito è MIO! E lo è perché di quel vestito ho fatto tutto: dallo schizzo del figurino, ad ogni singolo punto di macchina da cucire o di orlo a mano! Ma partiamo dal principio. Nel maggio/giugno del 2015 ho frequentato un corso di cucito base presso la Scuola di Moda Gadotti di Trento. Nel corso abbiamo imparato a fare diversi tipi di punti a mano, a cucire le cerniere, a fare gli orli. E ho presto scoperto che il cucito mi piaceva parecchio, ma soprattutto mi piaceva l’idea di poter confezionare dei capi unici e solo miei. Così ho seguito altri corsi, dal busto femminile alla gonna, dalla maglina al busto avanzato. E nei primi mesi del 2016, con alle spalle la sola esperienza di un vestitino invernale e di una giacchina stile Chanel, mi sono cimentata nel progetto più bello ed emozionante: la creazione del mio abito da sposa! Continua a leggere

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Tagliatelle fatte in casa con pesto di avocado

Lo scorso Natale mi sono regalata una piccola sfogliatrice manuale perché da tempo avevo voglia di cimentarmi nella preparazione della pasta fatta in casa, ma realizzarla tutte le volte con soli olio di gomito e mattarello diventava un’impresa un tantino troppo complicata (nonostante la mia eccellente iniziazione sotto la guida e la supervisione di nonna Dina!). E la cosa bella è che ho scoperto che fare la pasta in casa mi piace proprio un sacco! 🙂 Posso selezionare la materia prima che preferisco, optando per uova freschissime e biologiche, e per farine di alta qualità (biologiche e soprattutto integrali). Inoltre, si tratta di una preparazione che amo fare con il mio compagno, che in modo super professionale mi aiuta a montare i rulli della sfogliatrice e a tirare la pasta sottile sottile. Insomma, una gioia dall’inizio alla fine e una vera goduria per le papille gustative, perché il sapore e la consistenza della pasta fresca, appena fatta, sono assolutamente inconfondibili!

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Salmone al pepe rosa e zenzero con crema di finocchi e pere

Il salmone, oltre ad essere uno dei miei pesci preferiti, è anche uno di quelli più ricchi di Omega 3 (i famosi acidi grassi che favoriscono l’abbassamento del colesterolo cattivo a favore di quello buono, prevenendo così varie malattie, fra cui quelle cardiovascolari e la demenza senile), assieme a sardine, tonno, aringhe e sgombro. Normalmente, cuocio il salmone al forno, ma stavolta ho optato per una cottura diversa e più simpatica alla mia bolletta. Ho fatto cuocere i miei tranci in padella per pochi minuti, ottenendo un risultato sopra le aspettative: la carne è risultata deliziosamente tenera, per nulla stopposa ed è riuscita ad assorbire egregiamente tutti gli aromi che ho aggiunto in cottura. Ho inoltre deciso di accompagnare questo secondo di pesce con qualcosa di diverso dalle solite patate o dalla classica insalata di finocchi e arance (che comunque col pesce si sposa benissimo!). I finocchi sono stati protagonisti, ma con un abbinamento per me inedito: le pere! La ricetta l’ho trovata nell’ultimo libro di cucina che ho comprato e mi ha subito conquistata! Ho apportato qualche piccola variante alla ricetta originale (strano, vero!?), che utilizzava cipolla e aglio per il soffritto, mentre io ho preferito optare per i più stagionali e delicati cipollotti. Ad ogni modo, il risultato è stato una cenetta deliziosa, leggera e freschissima, da rifare assolutamente! 🙂 Continua a leggere

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Biscotti, frollini e cookies per un’occasione speciale..

Siamo quasi pronti! Domani mattina all’alba, io e due colleghi freelance partiamo per una trasferta di 4 giorni nelle bellissime terre toscane e umbre. Obiettivo: conoscere alcune realtà molto interessanti e molto attive nel settore foodie, con cui gettare le basi per future collaborazioni all’interno di progetti a tema cibo e simili che vogliamo realizzare nei prossimi mesi. L’entusiasmo è alle stelle, la voglia di scoprire pure, ma si sa: non ci si presenta a casa d’altri a mani vuote, e alla sottoscritta è stato affidato il graditissimo compito di preparare qualche regalino culinario per deliziare i nostri amici umbro-toscani. Scartata l’ipotesi di preparare un chilo e mezzo di cantucci, ho dovuto scegliere un valido assortimento di dolcetti che potesse soddisfare tutti i gusti e regalare un piacevole ricordo ai fortunati destinatari. E allora, ho optato per i recentemente scoperti frollini con lavanda e cioccolato, per dei biscottini con limone e farina di polenta (i preferiti di Dade e di un caro amico che ne ha divorati una decina in 2’17”, mentre la sottoscritta si era inavvertitamente assopita.. vero Teo!?), dei cioccolatosissimi cookies profumati allo zenzero (si sa, il cioccolato mette tutti d’accordo.. e pure lo zenzero, direi..), e dei friabilissimi frollini con farina di mandorle, cannella e un ingrediente speciale, che arriva dritto dritto da uno dei nostri foodie-partner trentini: la confettura di ciliegie bio del Mas del Gnac (di Gruppo78). Per completare il tutto, qualche pan di zucca per ricompensare noi tre moschettieri del giuramento di resistere alla tentazione di spacchettare tutti sti sacchettini e saccheggiarne il contenuto!

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I tortelli di zucca di Nonna Dina

Erano anni che lo volevo fare e, finalmente, l’ho fatto! Ho imparato a fare i tortelli di zucca mantovani! Ma non dei tortelli qualunque, fatti con una ricetta qualunque.. No no! La ricetta è quella di nonna Dina, un concentrato di vitalità e mantovanità che per anni mi ha deliziato con le sue preparazioni di pasta fresca all’uovo e che, proprio ieri, mi ha pazientemente trasmesso i segreti di questo piatto tradizionale e assolutamente squisito! Per chi non lo sapesse, i tortelli di zucca mantovani vengono realizzati con un ripieno di zucca (ça va sans dire), amaretti, mostarda di mele, parmigiano e noce moscata. Io li ho adorati dal primo giorno in cui li ho assaggiati, nel lontano febbraio 2009, ma solo ieri ho scoperto che nella ricetta di nonna Dina manca un ingrediente tra quelli previsti dalla tradizione: la mostarda! Nel corso degli anni e delle mie frequentazioni mantovane, ho avuto modo di provare entrambe le versioni e devo ammettere che la ricetta mostarda-free batte, a mio gusto, quella più tradizionale! Detto questo, ieri è stata davvero una giornata splendida, in cui due generazioni molto lontane e molto diverse si sono unite per creare un momento di condivisione e calore, come solo il cibo e la cucina riescono a fare.  Continua a leggere

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